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sabato 14 luglio 2012

Progetto "Officina del Sorriso"

Impaginazione, selezione, composizione e integrazione testi
a cura di Gianpaolo Sorrentino


Il progetto Officina del Sorriso
di Luigi Sorrentino

Il progetto Officina del Sorriso è stato condiviso dalle quattro associazioni di volontariato, il Gruppo Archeologico Terra di Palma (referente del progetto) Meridies, La Quercia e Demetra Cooperativa sociale O.N.L.U.S.
Grazie alla Perequazione sociale del CSV di Napoli per l'anno 2008 e finanziato con i fondi Protocollo d'Intesa, Fondazioni Bancarie e Volontariato, le associazioni hanno sperimentato un sistema di relazione tra scuola e territorio, attraverso questo progetto culturale, allo scopo di sviluppare il senso d'identità e di appartenenza civile. Tale attività di rilevante valenza culturale, volta agli studenti della scuola primaria e secondaria, è stata indirizzata alla diffusione e conoscenza del grande patrimonio di storia e di archeologia del territorio nolano, fino alla terra dei Sarrasti, l'odierna Poggiomarino.
Visita didattica presso il
Museo Storico Archeologico
di Nola (Na)
Il programma culturale, che ha avuto inizio nel marzo del 2010 ed è terminato nel marzo 2012, è stato realizzato attraverso laboratori di archeologia sperimentale, consentendo agli allievi di entrare in contatto con questa affascinante disciplina e di scoprire gli aspetti della vita quotidiana degli antichi, non più assimilata attraverso i testi scolastici, ma mediata dal contatto diretto dei materiali usati nell'antichità, dalla lavorazione dell'argilla alla tecnica della pittura rupestre, dalla costruzione di monili con conchiglie alla lavorazione della selce e alla manipolazione degli alimenti del tempo. Particolarmente emozionante è stata la fase della simulazione dello scavo archeologico presso il Parco Archeologico di San Paolo Belsito, in località La Vigna, e al seminario di Nola, perché gli alunni hanno potuto vivere una mattinata da veri archeologi in erba.
La visita esplorativa nel Museo Storico Archeologico di Nola, con l'esposizione dei reperti e delle suppellettili degli scavi locali, ha consentito agli allievi di percepire visivamente la presenza degli antichi abitanti dell'Ager Nolanus e dintorni e di ricostruire la propria storia, dai più antichi ritrovamenti della facies di Palma Campania fino all'età romana.


I Laboratori didattici di Archeologia Sperimentale
di Fabiana Tambasco e Elisabetta Vitale


Visita didattica presso il
Parco Archeologico di 
San Paolo Belsito (Na)
Il percorso didattico ha proposto laboratori di archeologia sperimentale, volti all'approfondimento di alcune tematiche in linea con il curriculum scolastico, fornendo agli alunni un'occasione di approfondimento diversa e immediata. L'archeologia sperimentale è una nuova disciplina, che mediante la ricostruzione delle modalità di realizzazione e di funzionamento di oggetti e strutture del passato, rende gli allievi non semplici spettatori ma parte attiva nel processo di conoscenza. Tutti i laboratori hanno prediletto lo studio della realtà territoriale attraverso l'analisi dei siti preistorici e protostorici più importanti. Le lezioni sono state tenute da esperti del settore archeologico e dai volontari delle associazioni. Il ciclo delle attività didattiche si è articolato in tre incontri settimanali in orario scolastico. I primi due si sono svolti in aula e consistevano in una parte teorica, supportata da video multimediali, relativa all'evoluzione della specie umana, alle scoperte tecnologiche, alla rivoluzione agricola, all'invenzione della metallurgia e ai più importanti rinvenimenti archeologici del territorio, e una parte pratica afferente alla sperimentazione delle tecniche di lavorazione dei manufatti preistorici. Il terzo incontro prevedeva una simulazione di scavo archeologico presso il Parco Archeologico di San Paolo Belsito o, nel caso di condizioni climatiche avverse, una visita didattica presso il Museo Storico Archeologico di Nola.

  • Laboratorio di pittura rupestre
Alunni impegnati nella 
replica di pittura rupestre

Dopo una breve introduzione sulla preistoria, gli alunni sono stati guidati al metodo sperimentale della pittura. In questo modo gli allievi, attraverso un affascinante viaggio nel tempo, hanno rivissuto le emozioni e i riti che si celavano dietro la raffigurazione pittorica delle pareti delle grotte.
Alunno che si diverte con la pittura
I ragazzi hanno riprodotto su supporto cartaceo o pietra calcarea la tecnica pittorica con cui venivano realizzati i graffiti, adoperando pigmenti naturali, quali l'ocra rossa e gialla, e carbone vegetale per la riproduzione dei motivi documentati nell'antichità.

Laboratorio dei monili antichi

Alunni impegnati nella
replica di monili antichi
Sin del Paleolitico superiore l'uomo produsse manufatti con osso, avorio e corno realizzando strumenti in pietra su supporti di legno e oggetti d'ornamento personali, quali collane con conchiglie, denti, e steatite (una pietra particolarmente tenera e facile da lavorare). Anche in questo caso gli alunni sono stati coinvolti nella replica di questi oggetti d'ornamento utilizzando materiali moderni con tecniche preistoriche.

  • Laboratori di manipolazione dell'argilla
La produzione di manufatti in ceramica rappresenta uno dei grandi eventi rivoluzionari che segna l'ingresso dell'umanità nell'età neolitica. La ceramica appare per la prima volta tra la fine del Mesolitico e l'inizio del Neolitico in oriente, quando l'uomo scopre che quella terra speciale, depositata lungo i fiumi o in giacimenti collinari, poteva essere lavorata e cotta.
Alunno impegnato nella lavorazione 
dell'argilla secondo 
la tecnica a colombino
In archeologia, lo studio della ceramica rappresenta un momento fondamentale per la comprensione delle dinamiche economiche e sociali delle comunità. Gli allievi hanno sperimentato tutte le proprietà dell'argilla attraverso la manipolazione secondo la tecnica a colombino, che consiste nel modellare piccole porzioni di argilla in lunghi cilindretti simili a grissini arrotolati gli uni sugli altri in cerchi concentrici fino all'altezza desiderata, allo scopo di ricreare delle morfologie vascolari appartenute ai popoli antichi. Dopo la lisciatura a stecca, il manufatto è stato decorato imprimendo sulla superficie conchiglie o facendo incisioni con attrezzi di fortuna: unghie, penne d'uccello o bastoncini di legno appuntiti. Durante il corso si è lavorata l'argilla anche per la creazione di riproduzioni preistoriche legate alla sfera magico religiosa, quali statuette di culto.

  • Scavo archeologico simulato
Scoperta di elementi
vascolari durante la
 simulazione di scavo
Il laboratorio ha previsto anche lo scavo di una stratificazione appositamente ricreata, seguendo tutte le fasi di documentazione archeologica. L'attività è finalizzata a far comprendere le modalità della ricerca archeologica, dalla scoperta delle tracce lasciate dall'uomo del passato alla ricostruzione della sua storia, e nel far vivere nel piccolo le emozioni di una scoperta scientifica.
Alunni impegnati nella
simulazione di scavo
Lo scavo si è rivelato un'interessante e coinvolgente esperienza pratica che ha sviluppato le attitudini e le capacità relazionali, lo spirito investigativo, la percezione visiva e tattile, nonché le abilità manuali individuali, mediante un corretto supporto metodologico, che ha subordinato l'attività ludica a precise regole in linea con le tecniche del passato.

(testi e foto tratti integralmente o in parte dalle schede A, B ed E del folderArcheologie nell'Ager Nolanus e dintorni)

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