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Qui troverete tutto quello che riguarda la nostra Associazione che si occupa di storia patria, archeologia, cultura e tradizioni popolari del territorio dei comuni di Palma Campania, San Gennaro Vesuviano e Carbonara di Nola. Seguiteci, leggeteci e non dimenticate di lasciare i vostri saluti, commenti e consigli attraverso i link commenti che trovate alla fine di ogni post.

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sabato 8 dicembre 2012

Il mecenatismo del duca di Palma

di Maria Maddalena Nappi
in Il Meridiano, Anno XI, n. 9/113, 31 ottobre 2004, p.21

Chiesa di san Michele Arcangelo -
Palma Campania (Na)
Il testo sulla Chiesa di San Michele Arcangelo di Palma Campania, pubblicato dal locale Liceo Rosmini nel 1999, descriveva l'interno della chiesa con tutte le suppellettili. Della maggior parte delle opere non si conosceva gli autori. Oggi, una ricerca presso la Fondazione dell'Archivio del Banco di Napoli ci ha consentito l'attribuzione di alcune opere e l'individuazione del committente. Nel marzo del 1696, il duca di Palma, don Nicola di Bologna, senior, commissiona allo scultore Giovanni de Santis, tre statue lignee per la chiesa parrocchiale di san Michele Arcangelo. La caparra di tre ducati è consegnata all'artista il 15 marzo dal segretario del duca Nicola Pellegrino. La statua di san Michele doveva essere intera, mentre quella dei gloriosi sant'Agostino e san Liborio dovevano essere a mezzo busto, alla romana.

venerdì 7 dicembre 2012

L'eruzione vesuviana del 1794

di Luigi Sorrentino
in Il Meridiano, anno XI - n. 9/113, 31 ottobre 2004, p.21



A dì dodici giugno 1794
Fu il terremoto all'ore tre ed un terzo di notte e durò più di tre minuti. Verso l'ore quattordici replicò e durò circa due minuti, e la sera ritornò a riplicare e durò un minuto.
Il dì tredici detto.
Il Vesuvio di Somma eruttò fuoco per l'aria, ed il martedì matino verso l'ora nova di   giorno uscurò l'aria, che era peggio della notte, e durò sino al mercoldì ed eruttò cenere e rapillo, e si fecero moltissime Processioni di penitenza, con cacciare le statue di San Biagio, San Sebastiano, l'Addolorata ed il Santissimo Sagramento per tutta la Terra di Palma, e si portarono passeggiando nella chiesa (principale) di detta Terra, in dove si possa predicare il Padre Andrea da Palma, quale eruttazione durò fino al giovedì, questo l'ho fatto per ricordo.
A di 15,16,19,20 detto e durano fino a 28 detto.
Alluvioni d'acqua che spianò li territorij d'Ottajano e S. Giuseppe e finirono a Piano di Palma, e l'intiera Massaria de Signori fratelli Casalino, (...) tutte le puzze d'acqua, tutte sotterrate che mangarono la acqua e quello che non fù atterrato cammina l'acqua come la strada da Maccaruni per causa della discesa. La lava che veniva da Ottajano era da circa palmi venti di aldezza e la sua grandezza non si potette misurare, che allagò tutto lo spazio di San Gennaro ed arrivò sino ad una scampia della Santissima in Palma che si menò sotto tutti i canapi e sotto la detta i melloni e granodindia e piante.
La lava del Vallone d'Ajello correva di aldezza palmi trentadue e de larghezza palmi ventidue che allagò tutti i territorij convicini e allacò l'intiero fiume che per spurgarlo si fece l'appalto di diciesettemila docati.
La lava da Carbonara menò palmi sessandauno di aldezza e palmi trentuno di grandezza che sotterrò la maggior parte delle case e tutti i territori delli Carpinielli.
La lava di Somma atterrò la Piazzolla e tutti i Vetrari ed il Piano ed arrivò alla massaria dei Signori Menechini, ed al Pantano del Piano vicino la terra di Don Aniello delli Frangi, ed i danni che cagionò non si può riconoscere; e le botteghe nella Piazza delli Ferrari sino a S. Felice furono tutte allagate che si stavano da circa palmi sei di lava dentro e perdettero quasi tutto quello che ci stava dentro e menò pietre, alcune di smisurata grossezza, che non si possero levare.
Notar Giacinto Pollieri hà scritto questo per memoria di chi viene appresso acciò non si pongano a timore.


Nell'Archivio Storico di Caserta, sempre alla ricerca di documenti antichi utili alla conoscenza storica del nostro territorio, nel visionare gli atti del Notaio Giacinto Pollieri ho scoperto all'inizio del repertorio del 1794 le pagine su trascritte.

Il brigante Ajello era solo un campicello

di Maria Maddalena Nappi
in Il Meridiano, anno XI - n. 2/106, 29 febbraio 2004, p. 19

Quando si perde la memoria storica si falsifica la realtà e con la fantasia si cerca di colmare il vuoto della memoria. Una tale operazione facevano i nostri nonni e il toponimo Ajello, che a Palma dà il nome al Vallone che da Castello precipita fino alla Toppa di Ajello, diventava il nome di un terribile brigante che per tutta la vita, nascosto nel Bosco di Palma, si era macchiato di gravi nefandezze, imperversando tragicamente sul territorio da lasciare una traccia indelebile nella storia locale con il toponimo dato al vallone, dove era stato seppellito dai componenti della sua banda. Dopo la sua morte le imprese erano aumentate e si favoleggiava su particolari episodi, sulle ricchezze depredate, per cui i contadini vivevano nella speranza di scoprire il tesoro del brigante, quanto zappavano i vigneti lungo i pendii della collina. Talvolta nel rivoltare le zolle della generosa montagna, saltava fuori qualche moneta ossidata e storta che li faceva illudere di essersi imbattuti nella traccia del tesoro. Poi scoprivano che la moneta era solo una patacca, ma se erano fortunati si ritrovavano tra le mani una moneta romana, che non erano neanche in grado di valorizzare e continuavano l'affannosa ricerca del tesoro del brigante, o meglio la rimandavano alla zappatura dell'anno seguente.

Recuperata ulteriore testimonianza storica: Regio Decreto di cambio denominazione di Palma in Palma Campania

di Luigi Sorrentino
in Il Meridiano, anno XI - n. 2/106 29 febbraio 2004 p. 19


L'amico Felice Marciano presidente del centro studi Histricanum, mi aveva comunicato che, navigando su internet, aveva trovato qualcosa che riguardava Palma Campania sul sito di una libreria antiquaria di Bologna.
A nome del Gruppo Archeologico Terra di Palma contattai l'indirizzo telematico indicato e con mio grande stupore venni a conoscenza che era in vendita una copia originale del Regio Decreto n°1425 del 26 luglio 1863, con cui alcuni Comuni venivano autorizzati ad assumere una nuova denominazione.
Il presidente del G. A. Ivan De Giulio, cui comunicai subito la notizia, convocò l'assemblea dei soci per decidere il da farsi e tutti i presenti, all'unanimità, chiesero di acquistare il decreto per poterlo destinare all'istituendo Museo Civico,  la cui realizzazione da anni chiediamo con insistenza alla locale amministrazione.

sabato 10 novembre 2012

Visita alla XV Borsa del turismo archeologico a Paestum e al castello di Vatolla

Domenica 18 Novembre il Gruppo Archeologico Terra di Palma organizza la visita alla XV Borsa del turismo archeologico e al castello di Vatolla.

Programma:

ore 8.30 - Partenza
  • L'autobus partirà davanti alla scuola media statale V.Russo di Palma Campania sita in via Trieste
ore 10.00 - Arrivo a Paestum
  • Visita alla XV Borsa del Turismo archeologico (per scaricare il programma della Borsa cliccare qui).
  • In alternativa è possibile visitare gli scavi e il Museo Archeologico Nazionale di Paestum.
ore 13.30 - Partenza da Paestum
  • Colazione a sacco prima della partenza.
ore 14.00 - Arrivo a Vatolla
  • Visita guidata al castello di Vatolla.
ore 16.30 - Partenza da Vatolla
ore 17.30 - Arrivo a Salerno
  • Accensione delle luminarie della città.
ore 18.30 - Partenza da Salerno
ore 19.30 - Arrivo a Palma Campania

Per ulteriore informazioni e prenotazioni contattare il gruppo (vedi in alto a destra di questa pagina per i contatti)

mercoledì 3 ottobre 2012

13 e 14 ottobre 2012 - Giornate di Archeologia Ritrovata

Il Gruppo Archeologico Terra di Palma ha il piacere di comunicare ai soci, simpatizzanti e appassionati che il 13 e 14 ottobre si svolgono le giornate di Archeologia Ritrovata, un appuntamento che vede impegnata la nostra associazione ormai da diversi anni. Quest'anno il programma prevede l'apertura dell'Acquedotto Augusteo sabato 13 e domenica 14, dalle 9.30 alle 13.30. Ricordiamo inoltre a tutti gli interessati che la visita all'acquedotto di domenica 14 sarà impreziosita dalla ormai apprezzata iniziativa culinaria Colazione d'Augusto, una colazione alla romana.

Sabato 13 alle ore 17.30, invece, sarà presentato nel Teatro Comunale di Palma Campania in via Municipio 74 il volume  Territorio e Archeologia. Contributo per lo studio dell'Ager Nolanus a cura di Nicola Castaldo. La presentazione sarà aperta dai saluti del dott. Vincenzo Carbone, sindaco di Palma Campania, e dalla dott.ssa Teresa Di Palma, Segretario Generale del Comune di Palma. Interverranno la dott.ssa Cinzia Iorio, archeologa, e il dott. Giuseppe Vecchio, funzionario archeologo della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e di Pompei. Modererà l'ing. Luigi Sorrentino, Direttore Regionale dei Gruppi Archeologici d'Italia. Dopo la presentazione a tutti i partecipanti sarà consegnato in omaggio il volume che contiene gli ultimi studi sulle scoperte archeologiche del nostro territorio.

A presto

Marilena Nappi
Direttore del Gruppo Archeologico Terra di Palma

venerdì 14 settembre 2012

Il periodo della Repubblica Napoletana nella Terra di Palma

di Maria Maddalena Nappi

Premessa

La seconda metà del Settecento costituisce il periodo nel quale si gettano le basi del mondo contemporaneo, grazie alla diffusione del movimento illuministico che penetra in tutti i campi dell’attività intellettuale, influenza la vita politica, incide sui comportamenti culturali e sul costume. Gli illuministi valorizzano al massimo la ragione e, guidati dai lumi della ragione, affrontano ogni problema, rifiutando tutto ciò che nella realtà storica è fondato su tradizioni, superstizioni, autorità e privilegi. Gli illuministi non si limitano a contestare le istituzioni e i valori dell’ancien régime, ma propongono anche un nuovo tipo, un nuovo modello di uomo, che si caratterizza per la costante laboriosità, intraprendenza, abitudine a contare sulle proprie forze e sul proprio lavoro. Le idee illuministiche coincidono con le aspirazioni della classe borghese che specialmente in Francia ha raggiunto un notevole potere economico, ma non partecipa alla gestione dello Stato, dal momento che solo la nobiltà e il clero detengono cariche pubbliche e privilegi. E proprio in Francia il connubio tra il movimento illuministico e le aspirazioni della classe borghese emergente daranno vita alla Rivoluzione.
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