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sabato 5 aprile 2014

La chiesa di san Felice nella Terra di Palma

di Maria Maddalena Nappi
in In Dialogo. Mensile della Chiesa di Nola, anno XXIX, n. 2, febbraio 2014, pp. 24-25

Accolgo volentieri l’invito della Curia di Nola a pubblicare alcuni appunti di studio su una chiesa dedicata a san Felice, nel luogo che a Palma ne ricorda la presenza nel toponimo San Felice. La ricerca è ancora in nuce, perché essendosi perduta la testimonianza archeologica della chiesa, siamo risaliti alla sua esistenza attraverso documenti d’archivio. La relazione, che qui segue, si raccorda  alle indagini sulla domus ecclesiae  della cappella del duomo di Nola, condotte dalla dott.ssa Antonia Solpietro e dall’archeologo Nicola Castaldo ed agli studi sulle passiones di San Felice da parte del prof. Edoardo D’angelo del Suor Orsola Benincasa, che riferisce di una passio, dove si indica Palma, come luogo del martirio.

giovedì 5 dicembre 2013

La storia del Convento di Santa Croce

di Miriam De Giulio
articolo pubblicato sul periodico locale Passaparola, Anno II, n. 14, dicembre 2009

Il convento di Santa Croce oggi
- Palma Campania
Nella suggestiva cornice del convento di Santa Croce, la presentazione del restauro dell'affresco di San Guglielmo, che abbellisce una nicchia sul lato sinistro dell'ingresso del convento, si è trasformata in un'occasione per ripercorrere la storia dei virginiani sul nostro territorio. La relatrice Angela Sorrentino ha in modo eloquente dissertato sull'argomento, affascinando il colto pubblico, che è stato premiato per aver dedicato una domenica alla cultura. L'apertura del convento ha consentito agli intervenuti di fruire di una struttura che merita di essere valorizzata e tutelata come bene culturale e degnamente restaurata, per preservare un bene unico della nostra terra.

venerdì 7 dicembre 2012

Il brigante Ajello era solo un campicello

di Maria Maddalena Nappi
in Il Meridiano, anno XI - n. 2/106, 29 febbraio 2004, p. 19

Quando si perde la memoria storica si falsifica la realtà e con la fantasia si cerca di colmare il vuoto della memoria. Una tale operazione facevano i nostri nonni e il toponimo Ajello, che a Palma dà il nome al Vallone che da Castello precipita fino alla Toppa di Ajello, diventava il nome di un terribile brigante che per tutta la vita, nascosto nel Bosco di Palma, si era macchiato di gravi nefandezze, imperversando tragicamente sul territorio da lasciare una traccia indelebile nella storia locale con il toponimo dato al vallone, dove era stato seppellito dai componenti della sua banda. Dopo la sua morte le imprese erano aumentate e si favoleggiava su particolari episodi, sulle ricchezze depredate, per cui i contadini vivevano nella speranza di scoprire il tesoro del brigante, quanto zappavano i vigneti lungo i pendii della collina. Talvolta nel rivoltare le zolle della generosa montagna, saltava fuori qualche moneta ossidata e storta che li faceva illudere di essersi imbattuti nella traccia del tesoro. Poi scoprivano che la moneta era solo una patacca, ma se erano fortunati si ritrovavano tra le mani una moneta romana, che non erano neanche in grado di valorizzare e continuavano l'affannosa ricerca del tesoro del brigante, o meglio la rimandavano alla zappatura dell'anno seguente.

venerdì 13 luglio 2012

Castello Longobardo di Palma Campania

di Luigi Sorrentino

  • DATI CARATTERISTICI
Castello di Palma Campania (Na) -
 Resti della torre Ovest
Il castello ha dato il nome al borgo, sviluppatosi sulla cima della collina che domina Palma Campania, lungo la strada che conduce al piano di Tribucchi e a Monte S. Angelo. L’impianto della struttura, di cui sono visibili pochi resti, poggia su una base di roccia calcarea, che ne segna i confini. Attualmente sono individuabili tracce della cinta muraria, larga due metri, e della torre a base quadrata, di circa dieci metri per lato. Il castello, che probabilmente aveva funzione di mastio all’interno del perimetro fortificato, occupa un’area di circa 4000 mq. nella parte più alta della collina ed è costituito da una cinta muraria interamente conservata (tranne il lato est), da una torre a forma quadrata e da poche strutture che ancora affiorano dai terreni coltivati. Esso è poco visibile dal centro storico di Palma Campania e non esiste nessun rapporto diretto tra il centro storico e il castello, in quanto anche la strada carrabile vi arriva da altre direzioni. Il sito del castello, quindi, è da mettere in relazione, vista l’orografia della zona, con il controllo degli assi stradali che attraversavano il territorio e ricopriva un ruolo strategico di primaria importanza, potendo dominare un’area di cerniera tra le diverse e importanti entità regionali ed era in comunicazione visiva con gli altri edifici fortificati che da est si affacciavano sulla pianura nolana e sarnese.

lunedì 18 giugno 2012

L'agro palmese (1978)


Autore: Luigi Sorrentino
anno: Settembre 1978
luogo: Palma Campania
tipologia: opuscolo
dimensioni: 14,7x21,7
pagine: 21
disponibilità/prezzo: al momento non disponibile

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